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mercoledì 1 novembre 2017

"LIQUORE ALLA SALVIA"

erba della vita

... figlio di Poseidone e di una Naiade,
Glauco fu divinità del mare come lo fu il padre,
nacque umano e fu pescatore in Beozia.
Accadde che, posato il pescato su di un prato,
i pesci mangiarono quell'erba e tornarono in vita e subito si riversarono in mare.
Glauco, curioso, assaggiò l'erba ed il suo corpo mutò:
da mortale divenne divinità marina 
infatti dalla vita in giù assunse sembianza di pesce.

Cercò di sedurre Scilla e di ammaliare Arianna,
i loro rifiuti diedero motivo a Circe di coprirlo di ridicolo...
   
Gruppo del Glauco - Fontana delle Naiadi -Roma-  

INGREDIENTI (per circa 1 litro di liquore )

  • 500 ml di alcool a 95°
  •   60 foglie fresche di erba salvia 
  • 500 ml di acqua
  • 440 g di zucchero
  
PREPARAZIONE

Per prima cosa lavare le foglie di erba salvia e farle asciugare su di un telo pulito.
In un vaso di vetro trasparente, mettere l'alcool e le foglie di salvia.
E' opportuno che il vaso abbia una capienza superiore al litro  e sia ermetico.
Lasciare al buio per 15 giorni avendo cura di agitare ogni giorno il vaso.
Trascorsi i 15 giorni preparare lo sciroppo mettendo in un pentolino acqua e zucchero. Portare a 100°C lo sciroppo, una volta raffreddato versarlo nel vaso di vetro con l'alcool e le foglie di salvia. 
Lasciate riposare il contenuto una quindicina di giorni sempre al buio.
A questo punto filtrare il contenuto con un colino a maglie strette foderato di una garza bianca per ottenere un liquore il più limpido possibile.
Questo passaggio può essere  ripetuto sino a che il liquore si presenta limpido.
Imbottigliare ed etichettare.


                                                      
Il liquore alla salvia, come molti liquori, va servito freddo,
ideale come fine pasto con gli amici

"salvus" significa sano
I Galli attribuivano alla salvia potere di guarire da tutte le malattie
Alcuni popoli credevano risuscitasse i morti
I Romani attribuirono sacralità a questa pianta al punto di permetterne la raccolta
solo a pochi eletti e dopo aver compiuto sacrifici
I Cinesi la definirono erba della longevità
Nel XVII secolo i mercanti olandesi per ogni cesto di salvia ne cedevano tre di tè
Cicatrizzante per ferite e piaghe sin dal Medioevo
Cura l'insonnia, riduce la glicemia, buon antinfiammatorio, espettorante e digestivo,
buona risposta per reumatismi, edemi, ritenzione idrica, emicrania e gengiviti,...
...cosa dire di più per invogliarti a gustarla
sebbene in questa versione insolita e apparentemente poco salutistica...


   
CONSERVAZIONE/SERVIRE

I liquori vanno conservati al buio a temperatura ambiente.
E' preferibile tenere in frigorifero la bottiglia quando aspettate amici. 
L'eventuale deposito sul fondo della bottiglia è da attribuire ad un filtraggio grossolano.
          
  ...Glauco acquisì l'immortalità grazie ad essa...
      
Gruppo del Glauco -Rutelli-
Le Nereidi, sciolto il convegno, si allontanano nuotando nelle onde tranquille.
Se ne va anche Scilla, ma non osando avventurarsi in mare aperto,
vaga senza vesti addosso sulla spiaggia assolata
e alla fine, ormai stanca, trovata una caletta appartata,
si rinfresca le membra nell'acqua che lì ristagna.
Ed ecco che fendendo i flutti, arriva Glauco che,
mutate le membra ad Antèdone in faccia all'Eubea,
solo da poco viveva nell'oceano; vede la vergine e per il desiderio si arresta,
le rivolge tutte le frasi che pensa possano trattenerla.
Ma lei, resa veloce dal timore, fugge, fugge
e raggiunge la cima di un monte che sorge vicino alla spiaggia.
È una grande altura che, salendo con un lungo pendio dall'acqua
verso il cielo, culmina in un'unica punta di fronte al mare.
Qui lei si ferma e, da quel luogo sicuro, indecisa se quell'essere
sia un mostro oppure un dio, ne guarda stupita il colore,
i capelli che gli coprono le spalle giù sino al dorso
e si meraviglia che dall'inguine si affusoli come un pesce.
Glauco se ne accorge e, aggrappandosi a uno scoglio lì vicino:
"Non sono un mostro, vergine, né una belva feroce,
ma un dio dell'acqua" dice. "E di me non hanno sul mare
più potere Pròteo, Tritone o Palèmone, il figlio di Atamante.
Prima però ero un mortale, ma a dire il vero già allora
il mondo mio era il mare profondo e già allora lo dominavo.
A volte trascinavo reti ricolme di pesci,
altre, seduto su uno scoglio, pescavo con canna e lenza.
Al margine di un prato verde c'è una spiaggia:
su questa si riversa il mare, il prato è coperto di un'erba
che nessuna giovenca selvatica ha mai violato coi suoi morsi,
che voi, placide pecore o irsute caprette, avete mai brucato.
Mai lì, col loro zelo, le api colsero dai fiori il polline,
mai lì si son fatte ghirlande per le feste, mai una mano armata
di falce vi è passata. Io fui il primo a sedermi
su quelle zolle, mentre facevo asciugare le reti bagnate,
e per contarli in bell'ordine sopra vi disposi
i pesci catturati, quelli che il caso aveva sospinto
nelle reti o la loro ingenuità sugli ami adunchi.
Parrebbe un'invenzione, ma inventare che mi gioverebbe?
a contatto con l'erba, la mia preda cominciò ad agitarsi,
a mutar lato e a guizzare sulla terra come fosse nell'acqua.
E mentre trasecolo impietrito, l'intero branco
si rituffa nel mare abbandonando la spiaggia e il nuovo padrone.
Rimango attonito, a lungo in dubbio e cerco la causa:
se opera sia stata di un nume o del succo di un'erba.
"Ma quale erba può avere questo potere?" mi dico, e con la mano
ne colgo un ciuffo e, quando l'ho colto, lo mordo con i denti.
La gola aveva appena assorbito quel succo misterioso,
che improvvisamente sentii dentro di me un'agitazione
e in petto il desiderio travolgente di un'altra natura.
Non potei resistere a lungo. "Addio, terra, addio!" dissi.
"Mai più ti cercherò!" e con tutto il corpo mi tuffai sott'acqua.
Gli dei del mare mi accolsero, onorandomi come loro pari,
e pregarono Oceano e Teti di togliermi ciò che di mortale
potevo ancora avere. Purificato sono da loro
che, pronunciata la formula contro le impurità nove volte,
ordinano che ponga il mio petto sotto il getto di cento fiumi.
E di colpo fiumi scendono da ogni parte
e mi rovesciano addosso un diluvio d'acqua.
Questo è tutto ciò che posso narrarti di quell'evento incredibile.
Solo questo ricordo: di altro non serbo memoria.
Quando rinvenni, mi sentii diverso in tutto il corpo,
diverso da com'ero, e mutato persino nella mente.
Allora mi accorsi di questa barba color verderame,
di questa chioma che trascino sulle distese del mare,
di queste grandi spalle, delle braccia azzurre
e delle gambe che attorcigliate terminano in pinne di pesce.
Ma che mi serve questo aspetto, l'esser piaciuto agli dei marini,
essere un dio, se tutto ciò ti lascia indifferente?". Stava ancora
parlando, e avrebbe detto di più, se con sdegno Scilla
non l'avesse abbandonato. Lui s'infuriò e irritato dal rifiuto
si diresse verso il palazzo incantato di Circe

                                                                  (OVIDIO, Libro XIII)
  
Fontana delle Naiadi -Piazza della Repubblica-

"... e mutato persino nella mente ..."

giovedì 6 ottobre 2016

LIQUORE AL 

CIOCCOLATO FONDENTE

In vista dell'inverno, mi sono messa a preparare del buon liquore al cioccolato fondente 
da gustare quest'inverno nelle sere fredde davanti al camino, 
a temperatura ambiente o ghiacciato,
magari dopo aver mangiato una manciata di caldarroste con del buon vino rosso...


INGREDIENTI (per circa due litri di liquore) 
  • 135  g di cioccolato fondente
  • 135  g di cacao amaro in polvere
  • 330 g di zucchero semolato
  •     1  l di latte fresco intero
  • 330 g di panna fresca da cucina
  • 200 ml di alcool a 90°




    PREPARAZIONE

    Metto sul fuoco un pentolino che abbia la capienza superiore ai due litri.
    Verso lo zucchero ed il cacao, (il cacao lo setaccio per evitare la formazione di grumi) lentamente unisco il latte e la panna liquida e con la frusta amalgamo in modo che il composto divenga omogeneo e privo di grumi.
    Accendo a fuoco medio e continuo a mescolare. Faccio sobbollire per una decina di minuti.
    Unisco il cioccolato tritato grossolanamente e continuo a mescolare sempre con la frusta.
    A completo scioglimento spengo e lascio raffreddare. Quando il composto è freddo unisco l'alcool e mescolo di nuovo.
    Io l'alcool nei liquori lo unisco sempre e solo quando lo sciroppo, o il composto, sono freddi per non disperdere la gradazione alcolica con il calore.



    Travaso in bottiglie di vetro.

    Lascio al buio per una ventina di giorni prima di gustarlo in modo che il cioccolato sovrasti l'alcool.
    Il buio impedisce l'alterazione di gusto e colore nei liquori.
    Se volete potete filtrare mentre travasate per impedire che piccoli grumi di cacao o cioccolato guastino il vostro liquore.






    Questo liquore si conserva per almeno 90 giorni. 
    Un perfetto regalo di Natale confezionato in eleganti bottiglie.






    Charles Spenser Chaplin

    conosciuto come 

    Charlie Chaplin



    nasce a Londra nel lontano 1889 e muore nel giorno di Natale del 1977 all'età di 88 anni.
    Attore, regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, compositore, comico, 
    autore di oltre una novantina di film, 
    cineasta indiscusso del XX secolo.

    Sicuramente il più creativo del cinema muto, influenzato da Max Linder, 
    amato ma anche molto criticato per i suoi pensieri politici, 
    costretto a vivere per anni in Svizzera 
    dopo che gli Stati Uniti gli negano permesso di rientro.
    Vi tornerà all'inizio degli anni settanta nella sua patria d'adozione 
    per ritirare l'Oscar alla carriera.


    Noto a tutti il suo celebre personaggio "il vagabondo":
    raffinato nei modo, garbato, gentiluomo stretto in giacchetta e pantaloni, con simpatiche scarpe oltre misura, bastone e bombetta, con la sua andatura ondeggiante
    e inconfondibili baffetti.
    Privo però di disincanto, un icona per le classi sociali più ai margini in un momento storico
    di forte progresso economico e di grande emancipazione.



    Oggi molti comici amano far ridere o sorride puntando molto su giochi di parole,
    sui doppi sensi, ripescando dai fatti quotidiani (anche spiacevoli)  eventi e/o personaggi capaci di rendere interessante il loro spettacolo.

    Difficile, e capacità solo di pochi, di chi fa della comicità un arte e di chi la interpreta come tale, riuscire ad incantarci con scene nelle quali una grande mimica (fatta di duro lavoro) e piccoli equivoci quotidiani, episodi di vita quotidiana posso essere riletti e rivisitati in chiave comica, divertente, autoironia, per strappare un sorriso, a volte una risata,
    a volte la grande capacità di portarci a riflettere.

    Grazie Charlie 
    per quanto ci hai regalato 
    per quello che ancora ora è attuale e di grande valore artistico
    per essere passato attraverso le nostre vite 
    ed aver lasciato un segno in un momento storico, il tuo, particolare, 
    come ora lo è ora anche il nostro.

    ...e grazie per non averci mai annoiato...
    :-)




    martedì 31 maggio 2016

    BAGNA 

    al limone o al limoncello

    pratica per preparare dolci al profumo di limone  
    soprattutto per dolci alla frutta


    

    INGREDIENTI  
    • 200 g di zucchero semolato
    • 200 ml di acqua
    • 1 limone o 30 ml di limoncello
    PREPARAZIONE

    In un pentolino capiente verso l'acqua e lo zucchero, porto in temperatura e mescolo con la frusta sino a quando lo zucchero sarà completamente sciolto.
    Lascio raffreddare e solo quando lo sciroppo è freddo, aggiungo il succo di limone o 30 ml di limoncello.
    Ideale per dolci con il pan di spagna 
    soprattutto se con la frutta 
    ottimo contrasto fra dolce ed acido. 

    Per le basi di pan di spagna è necessario stenderla con il pennello in modo che sia uniforme e ci permette anche di avere la giusta quantità di bagna.
    Pratico per le basi biscotto del cheesecake 
    che saranno profumate e "umide" al punto giusto. 
    Versatile per un fresco tiramisù alle fragole.

    mercoledì 25 maggio 2016

    LIQUORE AL CAFFÈ

    A fine pranzo ed a fine cena, non ci piove, un caffè non me lo nega nessuno.
    Se però volete provare un modo diverso di chiudere la cena, ecco questo liquore al caffè che unisce caffè e liquore in una unica soluzione.

    Io, dopo molti anni, mi sono fatta convincere da Stefano
     che il caffè è davvero buono se gustato amaro, se ne apprezzano tutte le caratteristiche
     e, di conseguenza, si scartano a piè pari le miscele scadenti.
    Quindi l'unico neo del mio liquore al caffè  è che il caffè,
    mescolandosi allo sciroppo che contiene zucchero, risulta dolciastro.
    Però devo ammettere che è un difetto superabile.


    INGREDIENTI (per circa un litro di liquore) 
    • 40    g di caffè macinato
    • 400 ml di alcool a 90°
    • 150 g di zucchero  semolato
    • 600 ml di acqua

    PREPARAZIONE

    In un vaso  di vetro metto in infusione l'alcool e il caffè. Mescolo bene in modo che il caffè precipiti e sia quindi completamente sommerso dall'alcool.
    Lascio al buio 8 giorni. Di tanto in tanto mescolo.
    Filtro più volte l'alcool per eliminare le tracce di caffè. Mi aiuto posizionando due garze sul colino  a maglie strette.
    Metto sul fuoco un pentolino che abbia la capienza superiore al litro.
    A fuoco medio sciolgo lo zucchero nell'acqua sino a quando lo sciroppo diventa trasparente.
    Lascio completamente raffreddare direttamente nella pentola coperta.
    Quando lo sciroppo è raffreddato aggiungo l'alcool e mescolo con la frusta per miscelare al meglio gli ingredienti.

    Travaso in una bottiglia di vetro.

    Lascio al buio per qualche giorno prima di gustarlo.
    Se non filtrato scrupolosamente potrebbe depositarsi sul fondo un poco di caffè, è più che normale, è un liquore fatto in casa, ma è proprio questo il bello ed il buono !!
    Ottimo freddo o ghiacciato



     ...osservati da vicino tutti siamo imperfetti,
    unica grande imperfezione dell'essere umano è fermarsi alle imperfezioni,
    mi auguro di avere sempre la voglia di andare 
    oltre quello che gli occhi vedono, 
    guardare col cuore,
    o quanto meno provarci...




    All I want is nothing more
    To hear you knocking at my door
    Cause if I could see your face once more
    I could die as a happy man I'm sure
    When you said your last goodbye
    I died a little bit inside
    I lay in tears in bed all night
    Alone without you by my side
    But If you loved me
    Why'd you leave me
    Take my body
    Take my body
    All I want is
    And all I need is
    To find somebody
    Find somebody
    Like you
    Like you
    Like you
    Cause you brought out the best of me
    A part of me I'd never seen
    You took my soul wiped it clean
    Our love was made for movie screens
    But If you loved me
    Why'd you leave me
    Take my body
    Take my body
    All I want is
    And all I need is
    To find somebody
    Find somebody
    Ooooohhhhhh
    If you loved me
    Why'd you leave me
    Take my body
    Take my body
    All I want is
    And all I need is
    To find somebody
    Find somebody
    Like you


    Writer(s): Stephen Garrigan, James Flannigan, Vincent May, Mark Prendergast